Ci sono persone che sono prettamente nick, e ti chiedi se Matrix non sia sempre più vicina, negativamente.
Ci sono nick che si rivelano sempre più persone, e lì inizi ad amare la Rete sempre di più, profondamente: stupende persone che altrimenti non avresti potuto conoscere.
Ma non è solo questo il binomio che ho conosciuto nella Rete e nella vita.
Esistono anche persone che sono fatte di musica. E sono quelle che ricordo meglio, perchè basta solo una nota per riportarle alla mente, con tutto quel corollario di situazioni/emozioni/sorrisi/lacrime, positivi o negativi che siano.
Ed è così che Blue Moon diventa terribile, Dark Side Of The Moon prende il gusto della novità e della scoperta, One diventa la canzone delle disillusioni, November Rain invece ti ricorda l’imperturbabilità del destino che prosegue nonostante te.
I ricordi, però, non sono solo associati ai momenti, ma anche all’essenza delle persone. I miei fratelli per me sono rispettivamente Dove Sei e I was made for loving you (ma quest’ultima mi ricorda anche Vito, piccola eccezione).
Poi c’è Giuseppe, conosciuto “cantando”. Lui per me è Strade di Francia, sebbene non fosse questa la canzone. Alberto invece è Carletto il principe dei mostri, gli sta a pennello, così come Simone è Jack’s Lament: la musica è l’anima delle persone meglio di mille parole.
E poi c’è chi è tutta musica, colui che ha fatto incetta di canzoni… Sono tante, tutte belle, tutte con un filo conduttore, perchè è qui che la musica ha dato il meglio di sè. Ma ce n’è una su tutte, dei Dire Straits…
C’è chi ha ricordi fotografici, c’è chi ha poca memoria e chi ne ha anche troppa. Io ricordo per note, nel modo più totalizzante.
Altrimenti non sarei Hold Me…
PS: questi sono i miei pensieri alla mattina, quando da casa vado a lavoro, accompagnata dalla playlist e ogni tanto spuntano queste canzoni…
2 Ottobre 2008 at 10:45
In fondo… credo tu abbia ragione
2 Ottobre 2008 at 14:20
La vita è musica, ogni attimo può ispirare una nota, una canzone, un ritornello.
E viceversa.
Credo si possa fare tutto con la musica, persino spostare intere masse umane.
E c’è una canzone, una melodia giusta per ogni cosa. Almeno credo.
2 Ottobre 2008 at 14:48
tu per me sei Butterflies & Hurricanes dei Muse (che hai postato qualche mese fa in plurk. Mi sei rimasta in mente così, anche se non te l’ho mai sentita cantare
4 Ottobre 2008 at 15:42
concordo pienamente con quanto scritto, per me la musica è la lingua con cui avvicinarsi a “Dio” ( quello panteistico, non il censore!).
P.S.
Mi sento un po’ piu’ Samantha ultimamente…in qualche modo bisogna pur arrotondare :p